Burgio

Burgio è un piccolo paese che occupa una superficie di appena 42,23 km2. Nonostante l’esiguità della sua estensione, offre così tante cose da scoprire e così tante storie da raccontare che abbiamo deciso di “svelarlo a puntate”! Non ci si ritrova a Burgio per caso o di passaggio. Ci si ritrova a Burgio perché lo si è deciso, attratti dalla tradizione della ceramica, dalla produzione campanaria o dalla possibilità di prendere parte a uno dei tanti acqua-trekking del fiume Sosio o trekking nel bosco sicano. Che si arrivi dalla SS 115 o dalle provinciali dell’area interna, lo scenario che si presenta è suggestivo da ogni angolazione. Una sorta di crescente lunare abbracciato dalle colline di calcarenite e argilla e sovrastato dai Monti Sicani. La campagna intorno, coltivata in maggioranza a uliveti e aranceti, impreziosisce con i suoi colori l’intero paesaggio. L’antichità di questo paese è fuor di dubbio, anche se la carenza della documentazione rende difficile avanzare ipotesi specifiche e sicure circa il periodo e le modalità della sua formazione. I più pensano che sia nato dall’esodo, intorno all’anno Mille, degli abitanti della sicana Scirtea, posta a una manciata di km verso ovest nei pressi di San Carlo (frazione di Chiusa Sclafani, PA). Qui i ruderi del cosiddetto “Castello di Gristia” che sormontano il fiume Sosio, sono una testimonianza della presenza urbana in quest’area. Scirteini o no, l’origine arabo-normanna di Burgio è indiscussa.

Tanti sono i monumenti che, insieme alla tipica urbanistica del periodo, ne danno prova. A cominciare dalla Chiesa Madre immersa nella fitta trama a meandro del centro storico. Con la sua maestosa architettura normanna (riconoscibile soltanto nella parte esterna) essa si impone prepotentemente tra le case che, nel corso dei secoli, le si sono abbarbicate intorno. Imitando il percorso della Via Crucis indicato dai pannelli in maiolica, si arriva alla Chiesa dell’Immacolata o della Motta che la tradizione vuole nata nel 1600 sul sito di una cappella inerente il circuito fortificato del XII secolo. Questo circuito comprendeva il Castello che, con la sua mole parallelepipeda e il suo colore giallo-bruno, si erge al centro della piazza Calvario, in cima a una scalinata che in parte conserva ancora il suo impianto originario scavato nella nuda roccia. La Chiesa della Misericordia, poco distante dalla Matrice, completa il quadro dei monumenti urbani più antichi di Burgio, che ne testimoniano la nascita nel pieno Medioevo. Tra chiese, monumenti, musei, castello, centro storico e bosco non basta un’intera giornata per poter godere di tutto questo. Non manca la possibilità di brevi escursioni, ma sarebbe come gustare un ottimo pranzo fermandosi all’antipasto!

Passeggiando per le vie del centro storico non si può fare a meno di rimanere piacevolmente colpiti: una maglia di vie strette e tortuose che in molti punti si concludono in cortili dove la fanno da padrone scale esterne e loggiati rigorosamente in pietra, il tutto arricchito da balconi con i caratteristici “gattuna” (sottobalconi) anch’essi in pietra, e fioriere in ceramica burgitana. A Burgio la piazza principale, piazza Umberto I, è stretta e lunga mentre la classica piazza circolare la ritroviamo davanti alle tante chiese che arricchiscono il tessuto urbano. Il paese della ceramica e delle campane è pure famoso per la quasi ventina di edifici religiosi che si stagliano qua e là, in alcuni casi accompagnati da attigui monasteri. Ognuna di queste chiese è un unicum e tutte meritano menzione. Noi tuttavia vogliamo soffermarci soltanto su alcune di esse con la speranza di instillare in voi lettori un barlume di curiosità e, chissà, suscitare il desiderio di venire a constatare di persona.

Iniziamo dalla Chiesa di San Giuseppe, risalente al 1623, con il suo campanile rivestito di tessere in maiolica, il portale scolpito in pietra e, dulcis in fundo, l’interno interamente affrescato. In stile barocco-rococò è stata a buon grado definita “La cappella Sistina dei Monti Sicani”. Passiamo alla già citata Chiesa Madre che al suo interno ospita, tra le tante opere, un crocifisso in legno (uno dei più antichi di Sicilia) del XII secolo, un’icona bizantina dello stesso periodo (protagonista di un cosiddetto “giallo religioso” di cui vi parleremo in un’altra puntata), una statua della Madonna di Vincenzo Gagini del XVI secolo. Altre opere dei Gagini sono la statua di san Vito custodita nell’omonima chiesa, la quale al di sotto del piano pavimentale presenta un grande ambiente catacombale, e quella di Sant’Anna e la Madonna bambina nella Chiesa di Santa Maria. Attiguo a quest’ultima si trova quello che una volta era il convento dei Padri Riformati e che oggi ospita il MUCEB. Inaugurato nel 2010, il Museo della Ceramica di Burgio custodisce esemplari la cui datazione parte dalla fine del XVI secolo (momento iniziale della tradizione ceramica burgitana) fino ai giorni nostri. Nella cripta adiacente la Chiesa dei Cappuccini si trova il Museo delle mummie con all’interno una cinquantina di mummie della seconda metà del 1800, molte delle quali portano gli abiti originali dell’epoca. Al museo si accede direttamente dalla chiesa e qui lo sguardo non può non posarsi sull’enorme pala d’altare del XVIII secolo attribuita allo Zoppo di Gangi che allegoricamente rappresenta il sacramento dell’Eucaristia. Ogni altare di questa chiesa è impreziosito da un “paliotto”, una tela sulla quale sono applicate foglie di grano che disegnano motivi vegetali.

 


Burgio non vanta soltanto chiese, monasteri e opere d’arte. Il fatto di sorgere tra una collina in pietra e un’altra in argilla ha permesso ai Burgitani di sviluppare un artigianato di eccellenza che riguarda non soltanto la lavorazione della ceramica, ma anche la scultura. Diciamo, in sintesi, che Burgio è questo e tanto altro! Noi, però, non vogliamo svelare tutto e subito perciò vi diamo appuntamento a un’altra storia…da leggere!

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